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Itinerari fotografici
Piani di Artavaggio
a cura di : Davide Dian
DOVE : Come si raggiunge - itinerario consigliato
Giunti a Lecco mediante la statale 36, si prosegue in direzione Valsassina. Poco dopo Ballalbio, troveremo l'indicazione per Cremeno e Moggio.
I Piani di Artavaggio si raggiungono con un sentiero che parte dall'abitato di Moggio, in Valsassina.
La salita a piedi, piuttosto faticosa, è compensata dal vasto scenario dei piani. Inoltre le strutture ricettive, nonostante la chiusura della funivia, sono pienamente operative, e pernottando in uno dei confortevoli rifugi sarà possibile godere appieno e in pieno comfort della magie dell'alba e del tramonto.
Si prevede la riapertura della funivia per la stagione invernale 2004-2005, cosa che consentirà di raggiungere i Piani in una manciata di minuti.
Particolarmente panoramica la posizione del rifugio Nicola, a 1870 metri, che può essere raggiunto agevolmente a piedi. Nei mesi invernali è' possibile accordarsi col rifugista per essere trasportati in motoslitta. Altri accessi:

Dalla Valsassina, solo in assenza di neve:

1) Dal Culmine di San Pietro (1260 mt) lungo la nuova strada agro-silvo-pastorale (8 km, dislivello circa 450 metri) oppure sentiero 21 DOL.
2) Dai Piani di Bobbio (raggiungibili comodamente con una funivia che parte poco sopra Barzio) lungo il sentiero degli "Stradini" (segnavia nr°30, collegamento sul versante lecchese attraverso la bocchetta di Pesciola, impraticabile in mountain-bike) o lungo il sentiero 101 (valle dei Mughi, sul versante bergamasco)

Dalla Val Taleggio:

1) Da Olda (766 mt) sentiero nr° 27 (risalendo il Canale Scannagallo)
2) Dal Rifugio Gherardi ai piani d'Alben, segnavia nr°9, poi 101
3) Da Cassiglio segnavia nr° 101
4) Da Valtorta (località Rava) segnavia nr° 103
PERCHE' : Descrizione - Motivi di interesse - soggetti da riprendere
"...Candidi alberi si ergono sul manto ovattato, evanescenti come fantasmi. Faggi, betulle e abeti. Innumerevoli fiocchi di cristallo fendono l'aria sottile indugiando nel blu prima di essere inghiottiti nel bianco nulla, e un fruscio di racchette disegna nei solchi di neve il confine tra sogno e realtà..."
Stiamo percorrendo il sentiero che dall'abitato di Moggio si inerpica fino ai Piani di Artavaggio, conca montana distesa tra la Valsassina e la Val Taleggio. La chiusura della funivia e degli impianti da sci, avvenuta nell'agosto del 2000, se da un lato ha avuto ripercussioni negative sull'economia dei rifugi e dei Comuni delle vallate, ha dall'altro riportato l'orologio indietro nel tempo, quando quest'angolo delle prealpi orobiche si poteva raggiungere - non senza fatica - solo a piedi o con sci di legno. Dal punto di vista fotografico l'interesse è prevalentemente paesaggistico. Dai piani si gode una formidabile vista sul Resegone e sulle Grigne; sono inoltre spettacolari la cima piramidale del Sodadura e il gruppo del Campelli, che ricorda le dolomiti del Brenta. All'inizio dell'estate bellissime fioriture invitano a qualche bella macro. Proviamo a utilizzare un grandangolare alla minima distanza di messa a fuoco, abbassiamo il punto di ripresa e chiudiamo al massimo il diaframma: così facendo avremo la possibilità di riprendere i fiori in primissimo piano mantenendo una buona leggibilità delle montagne sullo sfondo.
Dai piani - a seconda della stagione - è possibile intraprendere diverse escursioni. Dopo un'abbondante nevicata è particolarmente divertente spaziare nei dintorni con le racchette da neve ai piedi, immersi nel silenzio, in uno scenario da fiaba. Se inseriamo un'escursionista nell'inquadratura, magari vestito con colori sgargianti, daremo più vivacità ed equilibrio all'immagine, oltre a sottolineare il senso di pace e di solitudine del luogo.
COME : Consigli fotografici su obiettivi - pellicola
L'attrezzatura sarà quella classica per il paesaggio.
Dunque pellicola di bassa sensibilità, paraluce e filtro polarizzatore.

Un paio di avvertenze:
- Se si utilizza un grandangolare, cerchiamo di inserire in primo piano un elemento compositivo che dia senso di profondità alla scena. Non dimentichiamo però che il grandangolare allontana i diversi piani tra loro: ciò che è vicino sembrerà più grande di quello che realmente è, ciò che è lontano - ad. esempio le montagne sullo sfondo di un rifugio - sembreranno molto più piccole.
- Non trascurare l'uso del teleobiettivo, che oltre a restituire alle cime il loro carattere maestoso e incombente, permetterà di "ritagliare" e valorizzare all'interno di una scena più vasta eventuali particolari interessanti.

Come sempre le condizioni di luce più favorevoli si avranno lontano dalle ore centrali della giornata, con illuminazione laterale o di semi-controluce. Pernottando nei rifugi, oltre a godere dello spettacolo di alba e tramonto, ci si potrà cimentare in qualche ripresa notturna (potete trovare alcuni consigli al riguardo su questo stesso sito, nella rubrica "il tema tecnico").
Dai Piani si possono anche realizzare ottime immagini panoramiche, utilizzando fotocamere ad obiettivo rotante o una reflex digitale (effettueremo due o più scatti ruotando la macchina fotografica - messa "in bolla" sul cavalletto - : le immagini così ottenute verranno agevolmente giuntate con gli appositi software).
QUANDO : Periodo migliore
La luce e i colori invernali, specie dopo un'abbondante nevicata, sono di gran lunga i più suggestivi.
Nel periodo estivo i pascoli verdeggianti e le distese di fiori cambiano radicalmente lo scenario, offrendo nuovi spunti fotografici.
INDIRIZZI UTILI : Informazioni - dove dormire - dove mangiare
Rifugio Nicola, 1870 mt.
Si trova nei Piani di Artavaggio al termine degli impianti di risalita. Dotato di confortevoli camerette con bagno, il rifugio è aperto tutti i giorni quando funziona la funivia, e ogni fine settimana nel restante periodo dell'anno. Squisita la cucina, con primi valtellinesi, brasati con polenta, crostate, ecc.
Rifugio Sassi-Castelli, 1650 mt.
Situato nei piani di Artavaggio vicino alla stazione terminale della funivia Moggio-Artavaggio. E' compreso nel comune di Barzio ed appartiene alla Società Escursionisti Lecchesi. E' aperto tutto l'anno: ha una disponibilità di 25 posti, bagni e docce.
Rifugio Aurora, 1800 mt.
Si trova nei piani di Artavaggio a circa 30 minuti dalla stazione terminale della funivia. E' un rifugio privato, dispone di 16 posti letto, docce, bagni; è aperto tutto l'anno.
Rifugio Cazzaniga-Merlini, 1889 mt.
Si trova su una rupe rocciosa poco distante dal termine degli impianti di risalita. E' compreso nel comune di Barzio ed appartiene all'associazione Nazionale Alpini di Lecco. Dispone di 25 posti letto ed è aperto il sabato e la domenica, tutti i giorni a luglio e agosto. Nei paraggi si incontra il sentiero 30, che conduce fino ai Piani di Bobbio.
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