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Al circolo |
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Buone Vacanze !!!
LUGLIO-AGOSTO
Nei mesi di Luglio e Agosto il Circolo Fotografico Monzese rimane chiuso per la pausa estiva. Le attivita previste in programma
riprenderanno con lunedì 13 settembre nel nuovo Luogo di raduno che si trova presso:
SALA TEATRO TRIANTE - Via Duca d'Aosta, 8/A -- MONZA
Buone Vacanze e...Buone Foto
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Fuori dal circolo |
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Milano: Sulla Scena di Phil Stern. dal 17 giugno al 12 settembre Decano della fotografia, maestro del reportage in bianco e nero, Phil Stern ha immortalato nella sua lunga carriera di fotoreporter di razza (compie proprio quest’anno 90 anni), innumerevoli grandi divi del cinema e dello spettacolo americano.
Amico personale di James Dean, sue sono tra le foto più significative del grande attore prematuramente scomparso. Così come suo è forse uno dei ritratti più intensi di Marilyn Monroe e innumerevoli foto di scena. Anche le immagini di Louis Armstrong, Ella Fitzgerald e dei grandi del Jazz, o le incredibili sequenze dedicate a Frank Sinatra, portano la sua firma.
Ma Phil Stern è molto di più di un fotografo al quale è capitato di trovarsi “nel posto giusto al momento giusto”. Il suo stile è inconfondibile, misto di intelligente ironia, sapiente composizione formale e rapidità di osservazione.
Ciò che caratterizza le sue foto irripetibili è quel miscuglio contraddittorio di ironia e distacco, ammirazione ed empatia che Stern sente ed esprime nei confronti del soggetto che fotografa.
La sua Hollywood (quella dell’epoca d’oro delle majors e dei grandi divi che imponevano il loro stile e il loro sorriso al mondo intero) è allegra e spensierata ma anche insolita e bizzarra, patinata e perfetta eppure, improvvisamente, fragile, dolce e disarmante.
Negli scatti di Phil Stern, presentati a Forma e per la prima volta in una personale italiana, si rivive il senso di quegli anni e di quei protagonisti. Se da una parte l’autore osserva il “dietro le quinte”, smitizzando il soggetto e dissacrandolo, dall’altro subisce lui stesso il fascino di un’industria, dei suoi modelli creati ad arte, dei riflettori sempre puntati sul palcoscenico – anche quando la scena sembra spenta.
Phil Stern nasce da una famiglia di ebrei russi immigrati negli States, cresce a New York, nel Bronx. Nel 1939, dopo aver lavorato come ragazzo di bottega in un laboratorio fotografico, inizia a lavorare come fotografo free-lance per il Friday: comincia così, ufficialmente, la sua carriera. Lavora per Life, Collier’s, Look. Inizia a lavorare a Los Angeles sui set cinematografici. Segue Orson Welles in Citizen Kane.
Nel frattempo, gli Stati Uniti entrano in guerra e Phil nel 1941 parte per il fronte. Dopo un breve periodo a Londra, trascorso a ritrarre gli ufficiali (attività che lo annoiava a morte), Phil si arruola volontario nei Derby’s Rangers e parte per il Nord Africa.
Viene gravemente ferito in Tunisia, si rimette in piedi e torna di nuovo al fronte, questa volta come corrispondente di guerra per la rivista delle forze armate Stars and Stripes. Segue lo sbarco degli alleati in Sicilia ma poco dopo torna in patria a causa delle ferite riportate. Il governo americano, in cerca di eroi, lo decora con la medaglia “purple heart”: Phil Stern vive un breve momento di gloria. Nel frattempo, l’industria del cinema americano appare più fiorente che mai e Phil, che ama stare sempre dove la vita è frenetica, si trasferisce definitivamente a Hollywood dove realizzerà i ritratti più famosi delle celebrities dell’epoca, ritratte sulla scena dei film che interpretavano, dietro le quinte e in rari momenti di intimità che Stern riesce a ritrarre e a raccontare con una freschezza e un’ironia che diventeranno il suo marchio di fabbrica. Nel 1945 sposa Rosie da cui ha 4 figli .
Il resto è storia della fotografia e la storia di un grande maestro dell’immagine.
Dove: Forma, Centro Internazionale di Fotografia - Piazza Tito Lucrezio Caro 1 - 20136 Milano
Orario: tutti i giorni ore 11-21, Giovedì e Venerdì ore 11-23, lunedì chiuso
Info: Tel. 02.5811.8067 , 02.8907.5419
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Milano: 'Vite private' di Erwin Olaf dal 17 giugno al 12 settembre Vero genio della moderna fotografia di ritratto, l’olandese Erwin Olaf mischia in modo unico il reportage giornalistico con la foto realizzata in studio e il ritratto posato. Le sue immagini, sempre perfette, sono il frutto di una creazione unica, di una intelligenza viva, in grado di progettare e realizzare per ogni fotografia, così come per ogni fotogramma di un film, una storia elaborata e avvincente.
La scena preferita da Erwin Olaf è la dimensione privata: l’interno delle case, i colloqui quasi silenziosi, gli sguardi e le atmosfere, spesso ispirate ai film anni Cinquanta, in cui fa muovere i protagonisti delle sue creazioni.
In questi ultimi anni, Erwin Olaf è diventato inoltre uno dei più ambiti e richiesti autori di film commerciali e pubblicità: innumerevoli sono le campagne pubblicitarie per grandi marchi.
La mostra a Forma è la sua prima, grande, personale in Italia e presenta sei tra le ultime e più significative serie realizzate: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn e Dusk e Hotel.
I soggetti di Hope (2005) e Rain (2004) rimandano direttamente agli stereotipi americani che la tradizione cinematografica ci ha trasmesso. In una scenografia quasi da Technicolor, i boy-scout, le ragazze pon pon o le casalinghe vivono una dimensione di vicinanza e assenza con gli oggetti contigui alla loro esistenza e lasciano l’osservatore in bilico tra esistenze vissute o solo sognate.
Anche le immagini di Grief, del 2007, sembrano sollevare una serie di questioni: le persone piangono oppure fissano in modo enigmatico fuori dalla finestra, come in attesa di qualcosa che debba venire a cambiare la propria vita.
Gli occhi semiaperti, i modelli della serie Fall evocano una dimensione ancora più straniata. Sono colti mentre i loro occhi si abbassano e non guardano in macchina, come se le immagini fossero i momenti “sbagliati” di una sessione di posa. Questo momento non voluto - quasi un lapsus della visione – crea un’assenza conturbante e Fall sembra così essere la naturale conseguenza delle serie precedenti: una quantità di mute domande che, si affollano alla mente dello spettatore.
Dusk e Dawn, invece, sono frutto di un processo diverso. La genesi delle serie è nata dopo che l’artista, negli Stati Uniti, ha potuto ammirare un album di fotografie di studenti afroamericani dei primi del Novecento, "The Hamptons Album", realizzato dalla fotografa Frances B. Johnston. Affascinato da queste immagini, Olaf ha voluto ricostruire quelle atmosfere, giocando sui temi del nero tipografico e fotografico.
Dawn è una logica risposta a Dusk. Questo lavoro a colori, si basa su un altro viaggio di Olaf, questa volta in Russia e situa i personaggi, dalla pelle chiara e quasi evanescente, in stanze luminosissime e vuote, immerse quasi in una ”notte bianca” polare. Le serie saranno accompagnate dai film corrispondenti.
La mostra è completata dalle ultime immagini cerate da Erwin Olaf: quelle splendide della serie Hotel.
Quando lavoravo a RAIN, HOPE e GRIEF, non ero perfettamente sicuro di cosa volessi dire. Ora sto crescendo. Ho più dubbi e non so dove il mio lavoro mi porterà. Sento di stare esplorando. Quando realizzavo la serie DUSK ancora non conoscevo le risposte. Ora che ho terminato DAWN, capisco finalmente cosa volevo dire. Non penso di poterlo esprimere a parole, ma credo di saperlo. La cosa migliore, è quando alla fine di tutto rimane un punto interrogativo.
Erwin Olaf
Dove: Forma, Centro Internazionale di Fotografia - Piazza Tito Lucrezio Caro 1 - 20136 Milano
Orario: tutti i giorni ore 11-21, Giovedì e Venerdì ore 11-23, lunedì chiuso
Info: Tel. 02.5811.8067 , 02.8907.5419
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Vimercate: 'Intime Percezioni' di Enrico Bernasconi dal 24 LUGLIO al 28 AGOSTO Mostra fotografica di circa 40 immagini di Enrico Bernasconi, socio del Circolo Fotografico Monzese.
Bernasconi introduce la mostra con queste parole:
“Non mi interessa la realtà pura e semplice, ma la sola cosa che mi affascina è trasformarla in un punto di vista soggettivo. Senza toccare il mio soggetto, voglio arrivare al momento in cui, attraverso la pura concentrazione del vedere, l’immagine composta diventa più fatta che presa”.
Quando molti anni fa cercavo di trovare un modo meno convenzionale di espressione fotografica, questa frase di Haas mi aveva molto colpito e confermato che la fotografia può andare ben oltre alla semplice documentazione della realtà.
Nella apparente casualità delle linee, delle forme e dei colori che la natura ci offre, l’occhio fotografico deve saper cogliere, ed isolare dal contesto della scena, quelle proposte visive che sono più stimolanti.
Dove: Galleria della Biblioteca - P.zza Unità d'Italia, 2/g - Vimercate (MB)
Orari: Giorni e orari di apertura della biblioteca
Info: Tel. 039.6659290 |
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| Concorso fotografico interno 2010 - Dodicesima Parte |
Tre delle nove categorie della quarta tappa del concorso fotografico interno.  |
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| Pillole di fotografia: Colore a forcella |
È possibile tarare il sensore digitale in modo da eseguire scatti con diverse intonazioni di colore.  |
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Visita l'archivio degli itinerari con consigli e suggerimenti per le tue escursioni fotografiche  |
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